giovedì 22 aprile 2010

"Argini", un viaggio nel presente di una terra, bagnata dal più lungo fiume italiano.











"Nelle golene e sugli argini del Po, in quella parte d’Italia dove le provincie di Parma, Reggio Emilia, Mantova e Cremona si congiungono..."


Con questa premessa introduttiva inizia "Argini",
il nuovo film di Umberto Asti che sarà presentato
al Teatro del Fiume di Boretto (RE)
alle 16.30 di
sabato 24 aprile.
"Argini" è un viaggio attraverso queste zone prevalentemente agricole: non un percorso nostalgico e rievocativo ma un viaggio nel presente. Un presente che emerge da ciò che vediamo
e ricaviamo dal diretto incontro con la gente.
Non ci sono commenti nè testimonianze di tecnici ed "esperti" nel film, ma solo il dialogo con chi vive quotidianamente la realtà degli argini e delle golene.
La macchina da presa è un vero e attento viaggiatore che, attraverso l'incontro con decine di persone coglie il sostanziale profilo di un mondo che spesso è rappresentato solo negli aspetti più scontati e retorici.
In circa ottanta minuti, "Argini" non ci propone un'inchiesta di tipo televisivo ma, nell'attuale panorama di comportamenti auto referenziali e false realtà, l'inedito spettacolo che gente ancora autentica, può invece offrire.
Il film-documento in concorso al premio cinematografico David di Donatello ci racconta - attraverso le voci di chi ci vive e lavora - la cultura odierna del Po e le sue rapide trasformazioni. L’occhio attento di Umberto Asti e le capacita' analitiche di Marina Rossi, che con Asti ha collaborato alla “costruzione” del documentario, mostrano attraverso la macchina da presa, luoghi dove si incontrano ancora persone in grado di stupirci con la loro autenticita'. Ma per quanto ancora?, si domanda il regista. La risposta Asti la cerca senza trovarla nelle antiche trattorie sotto gli argini, incontrano artisti, parlando con la gente comune.











Questa è terra di nebbie, afa e zanzare ma anche di grandi valori, largamente diffusi e consolidati dalla storia, su tutti il lavoro e la solidarietà. Una terra che rappresenta ancora oggi un esempio di quella provincia sana e laboriosa la cui forza ha permesso all'Italia di risorgere e progredire dopo i disastri della seconda guerra mondiale.
Il film nasce dal desiderio di comprendere come questa gente, abituata da sempre a operare in armonia con il territorio
e le sue acque
anche nelle circostanze più drammatiche,
stia vivendo i rapidi e non sempre prevedibili mutamenti
arrecati oggi dall'uomo.
Come sta affrontando le non sempre limpide leggi imposte dall'economia globale quest'area basata su una solida economia
e su avanzati livelli di vita sociale?
Quanti giovani vedranno
ancora nel lavoro svolto dai padri, sugli argini e sul fiume,
una opportunità per il loro futuro?

In una fase di così rapide trasformazioni è possibile ancora
stabilire una continuità con la cultura
e i valori
propri di un lembo così vitale del nostro paese?

La partecipazione è aperta a tutti!

Per informazioni:
info@umbertoasti.it
www.umbertoasti.it

1 commento:

JanuskieZ ha detto...

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