giovedì 11 novembre 2010

La CRIPTA della CATTEDRALE riapre al CULTO

Mosaico dell’epoca romana rinvenuto durante gli scavi in Cripta. Particolare
(foto Carlo Vannini)
















Dopo più di tre anni di lavori e a due anni dall’inaugurazione della Cattedrale di Santa Maria Assunta, interamente messa a nuovo 
riapre i battenti la cripta dedicata ai santi  
Crisanto e Daria, due giovani sposi martirizzati 
a Roma nel III secolo.

Presentazione dei restauri 
e visita guidata alla Cripta
SABATO 13 NOVEMBRE 2010, ore 10.00
Cattedrale di S. Maria Assunta
Piazza Prampolini

Reggio Emilia

Da lunedì 15 a sabato 20 novembre la Cripta 

sarà a disposizione dei cittadini e dei fedeli 
che vorranno scoprirne i tesori grazie alle visite guidate in programma tutti i giorni, 
alle ore 11.15 e ore 16.00

Solenne appuntamento anche quello di venerdì 19 novembre, quando alle 18.00 nel coro della Cattedrale si svolgerà la riconsegna al vescovo 

dei corpi reliquiari dei santi Crisanto e Daria 
da parte della commissione scientifica 
che ne ha curato nei mesi scorsi la ricognizione. 
Così, dopo una breve presentazione 
del risultato delle indagini, le reliquie dei santi saranno collocate per la solenne Ostensione, che proseguirà in Duomo fino a lunedì 29 novembre.

Mercoledì 1 dicembre, nel giorno della memoria liturgica della loro traslazione, alle ore 9.00 le reliquie dei santi Crisanto e Daria saranno riposte nell’urna marmorea sotto la mensa dell’altare della Cripta, dove riposeranno per i prossimi secoli. L’esposizione delle reliquie è un evento eccezionale per Reggio Emilia, l’ultima ostensione risale infatti al 1522. 


INFO: Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla
Ufficio Beni Culturali
Tel. 0522 432654 (ore 9.00-12.00)

giovedì 4 novembre 2010

Tesori Reggiani


I riflettori su uno sconosciuto "tesoro" reggiano: il rarissimo Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore, le cui immagini ispirarono anche Dante Alighieri


Il codice membranaceo della Biblioteca Diocesana esposto nel Museo Diocesano 
di Reggio Emilia è costituito da 19 illustrazioni 
a piena pagina accompagnate da didascalie illustrative e brani che riassumono passi di opere di Gioachino da Fiore (1130 – 1202). 

Questi, nato a Celico, presso Cosenza, dopo 
il 1187 si ritirò sulla Sila. Qui costruì l’eremo 
di S. Giovani in Fiore, dando vita all’Ordine detto Florense, approvato nel 1196 da Celestino III.
 

Molti i seguaci dell’abate calabrese, che influenzò particolarmente i francescani Gerardo di Borgo San Donnino e Giovanni da Parma, esercitando enorme importanza su tutta la spiritualità medievale fino al Savonarola e Lutero.

Nelle immagini del Liber è perfettamente illustrato il complesso e originale pensiero profetico dell’abate florense, basato sulla teologia trinitaria della storia e sulla esegesi concordistica della Bibbia.
 

L’opera ci rimane oggi in tre esemplari 
ben conservati: il codice di Oxford, il codice 
di Dresda e il codice di Reggio Emilia e rappresenta una sorta di sommario dei principali temi del frate calabrese emersi nella labirintica esposizione delle sue opere. Se la paternità dell’opera è un tema ancora discusso, il testo 
è certamente da considerare “gioachimita”, seppure frutto di una elaborazione 
dei collaboratori di Gioacchino.
 

Le miniature del codice reggiano evidenziano rapporti con affreschi italo-greci di area calabrese. La stessa scrittura cancelleresca utilizzata nelle didascalie è simile a quella utilizzata in documenti cosentini fino al 1224, consentendo una dotazione dell’opera entro 
la metà del XIII secolo.


Domenica 7 novembre 2010
Ore 16.30 Sala delle Conferenze
Museo Diocesano Via Vittorio Veneto, 6 
Reggio Emilia


PENSARE PER FIGURE
Gioacchino da Fiore e il Liber Figurarum di Reggio Emilia

Lezione di Roberto Rusconi
Ordinario di Storia del Cristianesimo Università Roma 3


Info: 0522 402210 

martedì 2 novembre 2010

Novembre: la piena "morbida"










L'ondata di maltempo che ha investito anche 
la provincia di Reggio Emilia nel fine settimana, 
fa scattare lo stato di preallarme per l'arrivo della piena del Po, che si prevede arriverà a un valore di 5.50 metri sullo zero idrometrico ma che 
al momento non desta eccessive preoccupazioni.

Sono previsti problemi "solo" per gli attracchi 

e le strutture direttamente a contatto col fiume.
 

La significativa immagine di Fausto Franzosi,  
scattata questa mattina a Guastalla
documenta la situazione alla confluenza 
del torrente Crostolo nel fiume Po.

lunedì 1 novembre 2010

















Ha aperto sabato 30 ottobre 2010 a Palazzo Pitti di Firenze, un’eccezionale retrospettiva sull’opera di Antonio Ligabue.

RUGGITO. Antonio Ligabue: la lotta per la vita 
presenta 80 opere del grande maestro, a due anni di distanza dalla mostra a Palazzo Reale di Milano.

...la rassegna coglie uno degli aspetti più intimi e importanti dell’opera di Ligabue, e lo annuncia in modo straordinario 
con una sola parola,"RUGGITO", il suo ruggito... 
e quello dell’animale ritratto. Un lungo grido riportato da tela 
a tela e che sta a significare l’asprezza del mondo.
Per dipingere, e dipingersi,
Ligabue ha bisogno di urlare 

verso lo specchio, verso sé stesso: il quadro che ne deriva 
è uno scatenamento di suoni gutturali e taglienti, 
scomposti quel tanto come le bufere nevose che affrontava 
sulle rive invernali del Po o come, semplicemente, la sua stessa vita.
Di questo grande artista espressionista si è detto tanto e tanto se ne dirà, come succede per tutti i grandi artisti che vengono interpretati e reinterpretati con i tempi e hanno sempre molto da dire...


















Organizzata dal Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue di Parma, la mostra sarà visitabile 
fino al 31 gennaio 2011

Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la Galleria d’arte moderna e la Galleria Palatina, dove è stata prorogata fino al 9 gennaio la mostra Caravaggio e caravaggeschi a Firenze

INGRESSO
Biglietto intero € 12.00 
Biglietto ridotto € 6,00 
per i cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni.
Biglietto gratuito 
per i cittadini dell’Unione Europea sotto i 18 e sopra i 65 anni. 

Il biglietto di ingresso permette la visita alla mostra Ligabue, 

alla Galleria d’arte moderna e alla Galleria Palatina con la mostra Cavaraggio e i caravaggeschi a Firenze.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Firenze Musei tel. 055 294883
www.polomusealefiorentino.firenze.it


mercoledì 27 ottobre 2010




















Nell'Auditorium Padre Paolino, attiguo 
al Santuario della Beata Vergine della Porta in Guastalla, venerdì 5 novembre alle ore 20.45 sarà presentato il volume:
   
La pietra di luna si fa preghiera. Paliotti d’altare in scagliola carpigiana nel territorio 
della ex Diocesi di Guastalla”
 
Aprirà l’incontro il dott. Marzio Dall’Acqua, storico dell’arte.
Gli autori del volume, Fausto Franzosi 

e Giorgio Pelli per la parte fotografica 
ed Elisa Bertazzoni per i testi, 
hanno inteso realizzare un progetto 
del compianto Mons. Giancarlo Bellani, direttore della Biblioteca Maldotti.

domenica 17 ottobre 2010

Pesci-alieni nel Po















"In Po non ci sono più i pesci che finivano sulla tavola dei nostri padri e dei nostri nonni."

Abbiamo preso atto della triste realtà
con le ultime indagini convalidate dalla pescata effettuata solo pochi giorni fa per il controllo 
e la classificazione delle specie.

Questa la dichiarazione di Francesco Nonnis Marzano, docente di biologia animale all'ateneo di Parma. I numeri sono impressionanti: secondo l'International Union for Conservation of Nature (IUCN), il 99% delle 50 specie autoctone 
del grande fiume sono nella lista rossa 
dei pesci a rischio di estinzione.  
La tinca, l'anguilla, il luccio, la cheppia, sono ormai un ricordo. Resiste bene solo il cavedano.

Nel grande fiume, sono arrivati i pesci-alieni
in pochi anni sono diventati i padroni delle acque. Quarantatrè specie alloctone, dal siluro 
al lucioperca, dal barbo danubiano al pesce gatto americano, hanno tolto cibo e spazio ai pesci nostrani. 














"La storia del pesce gatto, dice il professore, 
mi sembra emblematica. C'era quello "nostrano" 
(che proprio nostrano non era, in quanto importato dal Nord America alla fine dell'800) 
ma ormai acclimatato e considerato autoctono. 
I proprietari dei laghetti di pesca sportiva hanno scoperto però che con il pesce gatto americano, Channel cat fish, che pesa almeno tre chili e non tre etti come il nostrano, per i pescatori c'era più soddisfazione e così l'hanno importato dagli Stati Uniti agli inizi degli anni '70. 
Qualche esondazione, qualche fuga attraverso 
i fossi di scolo, e l'americano è finito in Po, sfrattando il nostrano. Stessa storia per il siluro. 

Ai pescatori non sembrava vero catturare un pesce da 70 chili, per farsi poi la foto da mostrare come trofeo agli amici. Anche questo animale, capace di mangiare oltre agli altri pesci anche anatre e nutrie (le ho trovate io nella sua pancia) è diventato uno dei grandi predatori del fiume".

da: La Repubblica del 09 ottobre 2010 

venerdì 15 ottobre 2010

Musica per le orecchie, come cura della pesantezza della vita

I Violini di Santa Vittoria

Al concerto OSTERIA DEL FOJONCO  
di domenica 3 ottobre 2010 a Lentigione (RE), 
ho avuto il piacere di conoscere il maestro Orfeo Bossini, il gruppo "I Violini di Santa Vittoria", ma soprattutto ascoltare e apprezzare 
il ritmo di una musica di altri tempi.

I Violini di Santa Vittoria, anno riproposto 

il liscio mediopadano delle origini nella sua 
forma autentica, cioè il quintetto d'archi: 
tre violini (Orfeo Bossini, Davide Bizzarri 
e Roberto Mattioli), una viola (Luigi Andreoli
e il contrabbasso (Filippo Pedol), 
spaziando dai tipici valzer, mazurche, polke, 
ad alcuni tango e one step.

L'attività artistica de "I Violini di Santa Vittoria" può aiutare a riscoprire e rivalutare un genere spesso bistrattato:
"Oggi dici liscio e pensi subito a certi intrattenimenti un pò bizzarri o alle Feste dell'Unità, ma una volta 
era una cosa diversa", afferma 
il direttore del gruppo, Orfeo Bossini.

Il gruppo nasce nel 1999 grazie al coordinamento di
Sheherazade. E' un'avventura nuova per gran parte di loro: alcuni provengono da generi diversi, come la musica classica, ma con l'approdo al liscio, quasi inaspettatamente, scoprono 
un mondo appassionante. La loro attività rientra 
nel più ampio progetto Taca Dancer, collana discografica che punta al recupero storico 
della tradizione musicale emiliana all'interno 
del fenomeno della musica da ballo di coppia, di differenti tradizioni musicali, culturali, artistiche e sociali dell'Italia fra Ottocento e Novecento. 

Davide Bizzarri, 1° violino
Orfeo Bossini, 2° violino
Roberto Mattioli, 3° violino
Luigi Andreoli, viola
Riccardo Tesi
Claudio Carboni

Nel loro nuovo cd "Osteria del Fojonco" a cui hanno collaborato Riccardo Tesi e Claudio Carboni, all'anima filologica si accosta l'anima creativa, come emancipazione dalle origini del liscio e rinnovamento della tradizione. Il risultato è la proposta degli antichi brani del repertorio del liscio emiliano in una veste nuova,
più contemporanea, per dare visibilità ad una musica che nel corso
del tempo si è persa ed è stata sostituita dal ballo liscio popolare.
Recupero storico nel progetto del gruppo significa riallacciarsi proprio a quel contesto storico in cui è nato il liscio. Nella fine dell'Ottocento a Santa Vittoria di Reggio Emilia, il gradino più basso della piramide sociale è occupato dai braccianti, i proletari della terra, che suonano nelle pause dal lavoro nei campi, in ogni ricorrenza e con un unico scopo: costruire una vita migliore. Questa è anche la storia
di Arnaldo Bagnoli, uomo semplice e violinista virtuoso
di Santa Vittoria di Gualtieri (Reggio Emilia), morto nel 1965.
Dalla scoperta dei suoi brani musicali, che ha ispirato il gruppo,
sono nate molte composizioni.
In quelle note c'è la musica degli uomini semplici di allora, ci sono quei balli come cura della pesantezza della vita.
 
Sottolineandone la grande disponibilità, prima che me ne dimentichi, plaudo a Gianni Torelli autore delle spettacolari foto a corredo del post. www.giannitorelli.com


Per gli amici sul web: Il Tango del Fojonco, dedicato all'amico Giuseppe Pederiali, qui nella registrazione effettuata
al Teatro Comunale di Carpi


Buon ascolto!