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giovedì 5 settembre 2013

Il Crocifisso miracoloso torna a Pieve dopo un delicato intervento di restauro




Stasera la presentazione dell’opera   

Dopo una delicata operazione di restauro, torna nella Basilica di Pieve il miracoloso Crocifisso, da sempre caro all'intera comunità parrocchiale. Questa sera il grande Crocifisso ligneo del Cinquecento, ora finalmente recuperato a una piena leggibilità dei suoi valori artistici e storici, sarà presentato al pubblico nel suo aspetto originale. L’evento, previsto per le ore 20 e 45 nel padiglione delle feste della parrocchia di Pieve, si inserisce nelle iniziative previste quest’anno per la Sagra di Pieve, tradizionalmente legata proprio al Crocifisso e al culto per quell’immagine. Durante la presentazione è previsto l’intervento di Federico Fischetti della Soprintendenza dei beni storici, artistici ed etnoantroplogici di Modena e Reggio Emilia, della restauratrice Roberta Notari (chiamata a illustrare le meticolose fasi dell’intervento sull’opera d’arte) e il ricercatore di storia locale Daniele Daolio: toccherà a lui dare conto delle storie e delle leggende nate attorno al Crocifisso di Pieve, valutando quanti elementi verosimili contengano. In occasione della serata sarà disponibile per il pubblico anche una pubblicazione che raccoglie gran parte dei contenuti delle tre relazioni e, soprattutto, un’ampia documentazione fotografica (a cura di Fausto Franzosi) che dà conto nei dettagli delle fasi del restauro e permette di apprezzare i notevoli miglioramenti dell’opera in seguito all’intervento.


Gabriele Maestri

da: PRIMA PAGINA Giovedì 5 settembre 2013

domenica 1 luglio 2012

La tutela del patrimonio culturale della Bassa sposa la pubblica incolumità


La faccaita della Chiesa di Brugneto, puntellata grazie all'azione dei VV. F. di Frosinone



















La reazione più concreta ai danni provocati da un sisma devastante come quello che ha colpito l’Emilia nelle ultime settimane non può che essere il “fare cordata”. Ed è quanto si è cercato di fare in terra reggiana, soprattutto nei territori che particolarmente hanno accusato le conseguenze del terremoto, quali i Comuni di Reggiolo, di Luzzara, di Guastalla, creando efficaci sinergie che hanno visto impegnati Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Soprintendenze al patrimonio culturale sotto la guida della Direzione Regionale per i beni culturali dell’Emilia Romagna, Sindaci e Uffici Tecnici dei diversi Comuni e diocesi con i parroci e l’ufficio per i beni culturali.

La facciata della Chiesa di Villarotta dopo l'incatenamento attuato dal Nucleo speciale dei Vigili del Fuoco diretto dall'ing. Salvatore Concolino















 

Così, dopo le prime fasi di verifica puntuale e analitica che hanno consentito di censire gli edifici colpiti e mettere a punto una scala di priorità di interventi in forza della gravità dei danni, si è proceduto alla predisposizione di tutti quegli accorgimenti finalizzati a non penalizzare ulteriormente la vita dei centri colpiti, contestualmente, evitando il peggioramento di danni al patrimonio.

Una delle volte crollate della Chiesa parrocchiale di Reggiolo


















Da qui la programmazione di interventi provvisionali in particolare a chiese e campanili che minacciavano il crollo, con conseguenti rischi per la popolazione.

Ad oggi, grazie a risorse economiche reperite dalla Direzione Regionale  Ministero per i beni culturali e ai fondi della Protezione Civile e all’opera instancabile dei Vigili del Fuoco si sono messe in sicurezza la facciata della chiesa di Villarotta di Luzzara, consentendo il ritorno alla normalità per le famiglie e le attività commerciali che abitano nelle vicinanze; il campanile di Codisotto di Luzzara, ponendo le premesse alla riapertura della chiesa; la parrocchiale di Brugneto di Reggiolo, dove - dopo aver “rappezzato” il tetto parzialmente crollato dell’edificio – la squadra dei Vigili del Fuoco di Frosinone ha puntellato la facciata che rischiava di crollare sul sagrato antistante, in vista anche dell’analogo intervento sulla fiancata che prospetta sulla trafficata via adiacente.

Il campanile della Chiesa parrocchiale di Reggiolo























Analogamente è stato chiuso lo “strappo” creatosi nel tetto della chiesa di S. Giorgio a Luzzara, che metteva in pericolo la conservazione del pregevole organo a canne sula cantoria della chiesa. Intanto si sta operando anche per la messa in sicurezza dell’elegante campanile seicentesco della chiesa del Rosario di Pieve di Guastalla.

Più articolato per la tipologia del danno e per l’altezza alla quale si deve intervenire è l’operazione di messa in sicurezza progettata per il campanile settecentesco della parrocchiale di Reggiolo (chiesa gravemente danneggiata con parziali crolli interni e un allarmante cinematismo delle strutture in atto). In questo caso la lanterna è stata letteralmente tranciata in più punti dalle scosse telluriche, che l’hanno anche fatto sobbalzare l’elemento architettonico rimasto in equilibrio precario. Dopo un intervento preliminare con resine speciali - che hanno temporaneamente bloccato la possibile caduta di materiali - in attesa dell’ingabbiamento della lanterna stessa, nei prossimi giorni una enorme “rete” tubolare sarà calata dall’alto sulla torre così da ancorare la struttura ferita a quella ancora solida.

Il campanile di Codisotto dopo l'incatenamento























Si tratta di interventi di notevole complessità e di costi decisamente non irrisori, che tuttavia eviteranno la perdita anche parziale di un patrimonio che costituisce l’identità stessa di luoghi e di territori.

Questi alcuni degli interventi significativi resisi possibili grazie alla cordata che si è costituita tra i diversi Enti e Soggetti a diverso titolo interessati.

Molto ancora resterà da fare per riaprire le chiese in realtà sociali in gran parte oggi prive di spazi religiosi resi inagibili dalle scosse telluriche. Nella diocesi reggiana, infatti, oltre 80 sono i fabbricati che hanno subito danni di notevole entità. Al momento, infatti, risultano inagibili circa 30 chiese, con le Comunità parrocchiali che – complice il periodo estivo – fruiscono per lo più di tensostrutture per la celebrazione delle diverse funzioni religiose.




Comunicato ufficiale diffuso dall'Ufficio Beni Culturali e Nuova Edilizia della DIOCESI DI REGGIO EMILIA - GUASTALLA


domenica 14 novembre 2010

Reperti di età romana a Pieve di Guastalla






















Riportiamo le considerazioni 
dello storico Daniele Daolio
nonchè Presidente 
dell'associazione L'Argine Maestro
su quanto sin qui emerso:


L’ultimo ritrovamento di laterizi di epoca romana a Guastalla è molto interessante sotto diversi aspetti. L’area dell’affioramento, compresa 
tra via Solarolo e via Pieve, è vitale per lo studio 
del delicato e localmente sconosciuto periodo 
di passaggio tra l’epoca romana e quella altomedievale e, tra l’altro, non è certo la sola 
ad essere indicabile come ad alta potenzialità 
dal punto di vista archeologico.
Infatti proprio su quel sito ho individuato, 
come pubblicato sul volume  Antiche terre 
del fiume Po, l’esistenza di un paleoalveo 
del Po, quindi un ramo antico del fiume. 
La datazione di questo alveo è complessa 
e mi aspetto proprio dai ritrovamenti elementi utili per questo fine.
La presenza di quel corso d’acqua potrebbe essere stato il motivo dell’esistenza di quella che sembra essere un’abitazione oppure potrebbe averne decretato la fine inondandola, coprendola di limo e salvando così il materiale fittile dai prelievi 
e riutilizzi di epoche successive.
In mancanza di altri dati non è possibile trarre alcuna conclusione.

A brevissima distanza dal luogo in cui si sta scavando, circa 100 metri o poco più, correva 
la via romana che collegava Regium Lepidi  
con Mantua e che sfruttava 
un attraversamento del Po obbligato coincidente proprio con l’area tra via Solarolo e via Pieve. Siamo quindi su un importante innesto tra la viabilità stradale e quella fluviale dell’antichità.
Difficile poterlo intuire oggi senza sondare 
il sottosuolo, ma si tratta di un luogo che, in un determinato periodo storico, vide svolgersi sui suoi terreni, sulle sue acque da secoli scomparse 
e sugli insediamenti una serie di attività 
che rappresentarono un momento importante 
per l’economia della zona e per il suo sviluppo. Possiamo dire che proprio in questo angolo 
di terra si videro i segni della fine dell’impero romano e l’inizio di quella che sarà la vita della comunità guastallese al tempo dei Longobardi, 
dei Franchi e, molto dopo, 
della stessa Matilde di Canossa.

A Guastalla i reperti di epoca romana si trovano generalmente attorno ai tre metri circa 
di profondità. Solo raramente ci possono essere escavazioni fino a tale livello nel sottosuolo: 
per questo i ritrovamenti sono rari. 
Uno scavo del genere ha messo in luce la presenza di un insediamento di cui non abbiamo ancora elementi per giudicarne ampiezza 
e caratteristiche ma che, collocato nel contesto 
dei ritrovamenti già avvenuti nell’ambito comunale e in quello degli studi che ho compiuto, conferma senza dubbio alcuno la capillarità 
della presenza romana su terre che fino a pochi 
anni fa si ritenevano non abitabili perché 
coperte da paludi. Il ritrovamento appena avvenuto è l’ennesima conferma che quell’assunto rappresenta un falso storico.


lunedì 5 ottobre 2009

Musica intorno al Fiume


















La VII edizione della rassegna concertistica Musica intorno al Fiume, pregevole itinerario culturale alla riscoperta degli antichi organi, approda in territorio guastallese con l'appuntamento di domenica
11 ottobre 2009
a Pieve di Guastalla. Per vivere questa esperienza di grande valore, alle ore 18.00 i suoni dello straordinario organo Serassi (nella foto) si diffonderanno nell'insigne Basilica dei Santi Pietro e Paolo fondendosi in uno splendido abbraccio tra concerto
e luogo di esecuzione.

Marco Granata, organo
Musiche di Buxtehule, Scarlatti,GottfriedWalther

Associazione Culturale "Giuseppe Serassi"
Info: 340 6349601
www.serassi.it

venerdì 28 agosto 2009

Musical alla Sagra di Pieve


















Particolarmente ricca di proposte di intrattenimento,
l'edizione 2009 della Sagra di Pieve di Guastalla (RE).
Per la prima volta a Pieve, in versione originale e molto liberamente tratta dai film Touchstone Pictures "Sister Act" e "Sister Act 2"
di Joseph Howard, la Compagnia Musical project con la regia di
Giorgio Zecchi
presenta (LIVE) il musical: SISTERS & BROTHER ACT.
Presso l'Arena Spettacoli della Sagra di Pieve,
l'appuntamento è per domenica 30 agosto alle ore 21.00

Che spettacolo ragazzi!

giovedì 27 agosto 2009

Un meritatissimo plauso a Franco Tagliati!














A Franco Tagliati (a destra nella foto), tra i soci fondatori de
L'Argine Maestro, anche attraverso questa doverosa segnalazione vogliamo esprimere la gratitudine per l'intensità e la passione
con cui si prodiga da anni per la tutela della cultura locale attraverso
le forme della commedia dell'arte e del teatro dialettale.
Per quanti volessero trascorrere una spensierata serata all'insegna di sane risate e contagioso divertimento, la tradizionale Sagra di Pieve di Guastalla offre la possibilità di "godere" di tutto questo!
L'immancabile appuntamento con la commedia dialettale comico brillante, è per lunedì 31 agosto 2009.
Ancora una volta protagonista la Compagnia Dialettale
di "San Martino"
che alle ore 21.00 presso l'Arena Spettacoli della Sagra di Pieve presenta la commedia in due atti L'acumpagnamént.

Buon divertimento!
La Compagnia Teatrale di "San Martino"
presenta:

L'acumpagnamént

Due atti di Caterina Ghizzardi

Regia
Franco Tagliati


Personaggi e Interpreti

SANTINO - Franco Tagliati
SUSANNA - Emilia Tenca
CAROLINA - Luisa Costanzi
GIOVANN - Amedeo Cani
SANTINA - Claudia Masetti
JESSICA - Milena Vezzani
JONATAN - Samuele Compagnoni
ADALBERTO - Lino Alberini

Tecnico Audio-luci
Gabriele Mantovani

Aiuto Regista
Antonio Borgonovi



La trama della Commedia

Santino è un caporeparto di un'azienda locale, sposato con Susanna
e ospita da qualche tempo in casa sua Carolina, sua madre.
Susanna dopo aver speso molti dei soldi di Carolina, escogita
uno stratagemma per ottenere l'accompagnamento per sua suocera,
approfittando dei favori che le concede
il medico condotto della famiglia, Adalberto.
Nell'evoluzione della storia Carolina riceverà una visita
più che interessata da parte di Giovanni, suo anziano ammiratore.
La bella famigliola è completata dalla presenza dei due figli
di Susanna e Santino:
Jonatan
, figlio modello studioso e rispettoso dei genitori
e Jessica, un pò svampita e amante della palestra e della bella vita.
Tutto si svolge sotto lo sguardo vigile di Santina, figlia di Carolina,
che passando occasionalmente a trovare la madre,
scopre tutto quanto sta cercando di fare Susanna.