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sabato 6 dicembre 2014

Facciamoci contagiare dalla bellezza!



Torna il 7 dicembre #DomenicalMuseo, l'evento dove tutti i musei e le aree archeologiche statali saranno visitabili GRATUITAMENTE.

Occasione speciale per Mantova, che offre un doppio appuntamento con l'ingresso gratuito al museo di Palazzo Ducale e al Museo Archeologico


Quest'ultimo edificio è inscritto nel perimetro di Palazzo Ducale ed è situato in quello che fu il Mercato dei Bozzoli di Mantova.

Materiali neolitici, dell'età del bronzo, etruschi, veneti, celtici, romani, longobardi, goti, medievali e rinascimentali, tutti provenienti dal territorio mantovano, Vi attendono.

C'è di che lustrarsi gli occhi!





martedì 29 giugno 2010

Mercoledì ROSA

















“Figure Femminili in Mostra”


In occasione delle speciali serate dei mercoledì,
fino a metà luglio dedicate alle donne,
il Museo Diocesano di Reggio Emilia propone
delle visite guidate della durata di 20 minuti
alla scoperta di opere presenti in esposizione in cui è particolarmente
significativa la presenza di figure femminili.

Mercoledì 30 giugno alle ore 21.30
sarà illustrato il capitello della Natività, opera del XII secolo proveniente dall’antica pieve di San Vitale
in Carpineti (Reggio Emilia)
.

La presentazione del Capitello della Natività, sarà occasione di approfondimento per le figure
di Maria e delle levatrici scolpite
sul bellissimo elemento lapideo tra il 1170 - 1180



Info e prenotazioni: Tel. 0522 402210
Ufficio Beni culturali della Curia Vescovile

mercoledì 16 giugno 2010

FIGURE FEMMINILI IN MOSTRA
















Visite guidate al Museo Diocesano
in occasione dei mercoledì rosa.
Mercoledì 16 giugno, ore 21.30
sarà illustrato il capitello delle “Tre Marie”



Con l’arrivo delle temperature estive
,
gli orari di apertura
delle sale espositive
del Museo Diocesano
di Reggio Emilia
subiscono
alcuni “adattamenti”.
Per i mesi di giugno e luglio, invece delle aperture del martedì
e venerdì mattina il Museo sarà fruibile nelle serate del mercoledì, venerdì e sabato dalle ore 21.00 alle 22.30

Restano invariate le aperture del sabato
(ore 9.00 - 12.30 / 16.00 - 19.00)
e della domenica pomeriggio (ore 16.00 -19.00).

In occasione delle speciali serate dei mercoledì fino a metà luglio dedicate alle donne, il Museo propone delle visite guidate della durata di 20 minuti alla scoperta
di opere presenti in esposizione in cui è particolarmente significativa
la presenza di figure femminili.

Mercoledì 16 giugno, alle ore 21.30,
è prevista la presentazione del capitello del XII secolo, proveniente dall’antica pieve di San Vitale
in Carpineti (Reggio Emilia)
, raffigurante le
“Donne del Mattino di Pasqua”
.
L’iconografia che il capitello reggiano presenta è di fatto
un unicum nel panorama romanico europeo e certamente
legata a manifestazioni del teatro liturgico, allora molto utilizzato nell’azione pastorale e catechetica.


Info: Tel. 0522 402210
Museo Diocesano di Reggio Emilia

martedì 25 maggio 2010

La Repubblica a Palazzo














A Guastalla riapre al pubblico
il Museo di Palazzo Ducale.

Fino a domenica 18 luglio si potrà accedere
all’antica residenza dei Gonzaga,
costruita e trasformata nel corso di cinque secoli di storia.

L’occasione di incontro offrirà anche la possibilità di visitare
le ultime sale restaurate e finalmente restituite alla città: l’Appartamento dei Pomi Granati (appartamento di Ferrante III) e la Sala della Musica della famiglia Gonzaga.

La prestigiosa sede del Museo che parla di arte, storia, cultura di Guastalla e delle terre del Po,
rimarrà aperta al sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30 con ingresso gratuito.

Un calendario di cinque eventi culturali animeranno da giugno a luglio, secondo il programma predisposto dall'Assessorato alle Culture e identità della Città,
il pomeriggio della domenica

e/o dei giorni festivi.














Si inizia con mercoledì 2 giugno
alle 17.30 con l'appuntamento dal titolo:
“La Repubblica a Palazzo. Poeti letterati e filosofi nell’Italia del Risorgimento”
Previste letture da Leopardi, Manzoni, Foscolo, Cattaneo
interpretate da Fiorello Tagliavini e Luca Menozzi
con l'accompagnamento al pianoforte di Milo Martani.

INFO: Ufficio Cultura 0522.839757

giovedì 4 febbraio 2010

Il piccolo e affascinante museo del "Truciolo"... aperto solo la domenica.













A Villarotta (RE) c'è un luogo unico, aperto a tutti, in cui scoprire
i segreti del Paese dei Cappelli. Un percorso attraverso la storia, la cultura e la creatività dell'intreccio delle "paglie".
Il piccolo e affascinante museo è aperto
tutte le domeniche,
solo dalle ore 14.30 alle 17.30
Per visite infrasettimanali, scolaresche e gruppi
(da confermare con almeno 24 ore di anticipo) contattare
il Sig. Bulgarelli ai numeri telefonici: 0522/820017 Cell.3397672695

giovedì 29 ottobre 2009

Faiòl, il liutaio di Lentigione.


















Nel centenario della nascita di Raffaele Vaccari
un plauso riconoscente al lavoro di quanti, raccogliendo le testimonianze di chi lo ha conosciuto e le tracce indelebili del suo estro creativo, hanno dato corpo all'accattivante volume con (allegato) DVD: Faiòl, il liutaio di Lentigione.

La storia di Raffaele Vaccari, liutaio di Lentigione di Brescello,
è la testimonianza di una esistenza vissuta all'ombra della notorietà
e del clamore, volta all'esercizio di una attività professionale che aspirava a raggiungere i livelli della creatività e della perfezione.
La cura dei particolari, abilmente combinata con la perfezione
del suono rendono inconfondibile tutta la produzione di Vaccari,
i cui violini, soprattutto, ottennero riconoscimenti ovunque,
nonostante la ritrosia dell'artista a partecipare a concorsi pubblici.
Il suo legame con il paese di Lentigione, da cui non si allontanò mai, rimane indelebile nella sua attività. In piena sintonia con il fascino di queste zone, il violino appartiene a quella fetta di territorio sulle rive del Po dove anche il ballo liscio ebbe la sua importanza.

Sono permanentemente esposti nel Museo del Cinema
e del Territorio
di Brescello: il laboratorio ricostruito, le foto,
i materiali, gli oggetti dello straordinario lavoro di Raffaele Vaccari.

Per ulteriori informazioni:

Associazione Ente Fiera Lentigione
info@entefieralentigione.org

Video Club Brescello
videoclub@maclor.it

Pro Loco di Brescello
g.carpi@comune.brescello.re.it

martedì 27 ottobre 2009

Le Cattedrali dell'Emilia Romagna














Venerdì 6 novembre
2009,
Reggio Emilia ore 15.00
Chiesa Vescovile di San Filippo Neri
(via San Filippo, angolo via don Zeffirino Jodi)

Presentazione del volume:
Le Cattedrali
dell’Emilia-Romagna

Storia, arte, liturgia.
Lo stato di adeguamento delle Chiese Cattedrali
della Regione
Ecclesiastica Emilia-Romagna
alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II


a cura di Giorgio Della Longa,
Antonio Marchesi, Massimiliano Valdinoci,
Rovereto, Nicolodi, 2007.

Interventi:

Liturgia e spazio cultuale
prima e dopo
il Concilio Vaticano II

Giuseppe Busani

Le Cattedrali dell’Emilia-Romagna:
presentazione di alcuni casi studio

Massimiliano Valdinoci

Le Cattedrali dell’Emilia-Romagna:
adeguamento liturgico
fra conservazione e innovazione

Antonio Marchesi

Le Cattedrali dell’Emilia-Romagna:
la necessità della sperimentazione

Giorgio Della Longa

La Cattedrale di Reggio Emilia:
spazio architettonico ed esigenze celebrative

Mauro Severi

modera:
Giancarlo Santi




Per informazioni:

Ufficio Diocesano Beni Culturali

Curia Vescovile
Via Vittorio Veneto, 6
42100 Reggio Emilia
Tel. 0522.402210
udbce-re@libero.it
www.fabbricaduomo.re.it

sabato 24 ottobre 2009

L'arte dell'intreccio delle "paglie"

Databile tra il 1950 e il 1960 questa testimonianza fotografica
di una trecciaiola molto attenta a quanto le accade intorno, conferma che non vi erano grandi necessità
di verificare con lo sguardo il lavoro svolto meccanicamente
e determinato solo dal semplice tatto delle dita
che intrecciavano i trucioli.




Le donne anziane, le giovani nei momenti di tregua dai lavori pesanti, le bambine per passatempo e anche gli uomini durante la sosta invernale dai lavori della campagna si dedicavano a fare la treccia. Nelle stalle, non v'era filos senza donne che intrecciavano i paioli. C'era anche una Scuola di Treccia, a Villarotta, tenuta dalla Ester di Zachìa, che abitava proprio nelle stanzette della Chiavica dove suo padre era addetto alla custodia: lei accoglieva le ragazzine
e insegnava loro a muovere le "paglie" per fare la treccia e ad usare
i "ferri" per fare le "scapinelle" (calzini).
Un pò dovunque, ci si sedeva su basse seggiole spagliate davanti alla porta di casa, nei cortili, negli ànditi freschi e scuri d'estate, negli stanzini arrangiati alla meglio per stare più caldi (detti fnej o fnilin) d'inverno, o nelle stalle in campagna.
Non di rado si vedevano trecciaiole entrare al cinema col treccino al braccio per non smettere la lavorazione. Si faceva la treccia in ogni momento del giorno, specialmente di pomeriggio e di sera, sempre
in compagnia. Merito delle lunghe trecce era quello di legare le persone in un rapporto amichevole, il treccino fra le dita era come il filo di una trasmittente che non aveva tregua: veloci le dita quanto veloce era la lingua per comunicare notizie di paese, di vicinato, i pettegolezzi, le verità o le mezze bugìe. Fare la treccia era dunque per molte anziane anche un rimedio alla solitudine. Non era certo una fonte di lauti guadagni: solo pochi spiccioli per una treccia di circa 64 metri, che servivano per pagare qualche debituccio, per togliersi un capriccio e, talvolta, per comperare il pane e la pasta.
Si contava sulle velocità delle mani, cioè sul numero di trecce fatte che si riusciva a lavorare in un giorno. Le più esperte facevano trecce con più di tre paioli (fino a 8-10, addirittura!) e guadagnavano di più.
Prima di essere consegnata al truciolaio, la treccia veniva stirata, passata col "cilindar" (slissin o ridlina) e misurata con il "pass"
(al slargà) di un metro, sui cui pioli laterali veniva avvolta per una trentina di giri. L'occhio esperto del truciolaio (o del partidante, che distribuiva le "paglie" alle donne) controllava al ritiro che il lavoro fosse perfetto e contava i mazzoni (slargà) consegnati.
L'attività del truciolo rallentava molto durante l'estate, perchè il caldo asciugava il legno e le paglie con il rischio che si rompessero.

venerdì 23 ottobre 2009

Il Museo della Treccia, una storia nella storia... per il piacere di ritrovare il nostro passato lontano e recente.















Merita anche più di una visita il piccolo "Museo della treccia
e dell’industria del cappello"
che a Villarotta, lo storico paese dei "Cappelli di Paglia", finalmente rende omaggio a un mondo ormai perduto e offre una esplorazione inconsueta di quel particolare lavoro artigianale (considerato una vera e propria arte
nel corso dei secoli) che consentiva la trasformazione di paglie sottili (trucioli) di salice e di pioppo in cappelli di treccia di legno.














Nella foto: il Signor
Nullo Ruina
, truciolaio villarottese con 50 anni di esperienza sulle spalle, che ha donato
la propria attrezzatura
al Museo della Treccia avendo cessato l'attività nel 2002.








La sede è collocata all'interno della quattrocentesca Chiavica di Villarotta edificata sul Cavo Tagliata e la cui escavazione risalente al 1218 venne tracciata ripercorrendo il vecchio ramo interrito del Po morto da Guastalla a Reggiolo-Moglia-Bondanello.
L'opera idraulica, con paraporti, fu costruita sul Cavo Tagliata
per la funzione di impedire i rigurgiti delle piene del Cavo Fiuma (Parmigiana-Moglia). Indubbiamente il manufatto, realizzato per bonificare i terreni e aumentare la produzione agricola oltre che a favorire il sorgere di nuovi centri abitati, è la principale e più antica testimonianza storica del paese.


















Orari di apertura del Museo della Treccia:
Giovedì 9.00 / 12.00
Domenica 14.30 / 17.00

Per informazioni e prenotazioni visite, contattare:
Centro Culturale Cesare Zavattini_Luzzara_(RE)_Tel. 0522 977612
Circolo Fotografico "La Treccia" Tel. 339 7672695