martedì 10 maggio 2011

Mecenati dell'arte locale, moderna e contemporanea.



Contadino, Ferdinando Moneta vincitore del XXII Premio Suzzara (1959)




Un tempo gli enti pubblici erano usi ad acquisire, attraverso concorsi e anche con veri e propri acquisti, opere di artisti locali, tanto 
da costituire, nel tempo, delle raccolte d’arte divenute, in alcuni casi, preziose e importanti testimonianze del tessuto artistico locale. 
Era quella, certamente, una forma di mecenatismo anche se non sempre ben motivata. Era comunque il segno di un doveroso riguardo 
per il lavoro di artisti che operavano, il più 
delle volte, in difficili condizioni economiche. 
Le istituzioni, negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, 
alle prese con i grandi temi della ricostruzione post bellica, hanno trascurato l’investimento 
in opere d’arte. 
Le raccolte d’arte degli enti hanno beneficiato, comunque, di parecchie e frequenti donazioni 
da parte di artisti o di collezionisti, 
senza grandi oneri per il bilancio pubblico.
Nel caso della Provincia di Mantova,

la Casa del Mantegna è stata la fonte 
che ha continuato ad alimentare il patrimonio d’arte dell’ente con importanti opere di artisti. 
La Casa del Mantegna, infatti, a partire dagli anni Cinquanta, ha promosso numerose manifestazioni d’arte che le hanno permesso, nel tempo, 
di affermarsi come sede culturale di prestigio nazionale. 
Nasce, a partire proprio da quegli anni, la grande disponibilità, anche di artisti di fama, a lasciare alla Provincia importanti testimonianze del loro lavoro. Così, oggi, è possibile affermare che la Provincia dispone di una raccolta d’arte moderna e contemporanea di assoluto interesse, 
seconda per dimensioni solo al patrimonio d’arte del Premio Suzzara.
Il catalogo traccia una sorta di percorso che si articola attraverso le diverse espressioni dell’arte moderna e contemporanea, rappresentate dalle opere presentate in catalogo, in grado 

di prospettare un sintetico panorama dell’arte mantovana, un panorama ricco, in ogni caso, 
di esempi significativi e di testimonianze lasciate 
da artisti di diversa estrazione culturale 
e provenienza.


Giovedì 12 maggio 2011 ore 11.00
Palazzo di Bagno (sede della Provincia di Mantova)
Via Principe Amedeo 30, Mantova

Presentazione del volume:


La raccolta d’arte moderna 

e contemporanea 
della Provincia di Mantova 
tra mecenatismo 
e politiche culturali

Intervengono:
Laura Pradella Presidente del Consiglio Provinciale di Mantova
Maurizio Fontanili Presidente della Provincia di Mantova
Roberto Pedrazzoli Assessore alla Cultura e al Turismo della Provincia di Mantova
Gianfranco Ferlisi Responsabile dell’Ufficio Cultura della Provincia di Mantova
Renzo Margonari
Artista e critico d’arte
 




lunedì 9 maggio 2011

QUANDO I FIUMI ERANO COME IL MARE


In 150 immagini in bianco e nero, la grande mostra fotografica QUANDO I FIUMI ERANO COME IL MARE documenta l’epoca d’oro dei fiumi padani. A volte professionisti, ma la maggior 
parte degli scatti sono opera di appassionati 
e occasionali fotografi, gli autori che con la loro macchina hanno voluto documentare la giornata passata sulla spiaggia e nell’acqua del fiume, oppure un avvenimento sportivo o una semplice gita. Dalla fine dell’Ottocento e sino ai primi anni ’70 del secolo scorso, i corsi d’acqua divennero per decine di migliaia di persone, non solo il luogo di lavoro di barcari, pescatori, traghettatori, lavandaie, cavatori di sabbia, molinari, pontieri, cacciatori; ma una delle mete privilegiate delle villeggiature, delle gite domenicali, palestra per canottieri, nuotatori, vogatori, piste per inusitate gare motonautiche di velocità. Le bellissime spiagge rivaleggiavano allora per i servizi offerti 
ai bagnanti addirittura con quelle marine. 
Negli anni ’30 del Novecento la costituzione delle "Colonie Elioterapiche" portarono poi sul Po 
e i suoi affluenti maggiori, una moltitudine di ragazzi che tra bagni, esposizioni al sole e giochi, passavano i mesi di luglio e agosto.
Complessivamente la mostra si presenta come 
una delle più complete e suggestive sino ad ora organizzate sul tema dei fiumi balneabili, 
e si rivolge a quanti hanno a cuore la bellezza 
delle nostre vie d’acqua e ricordano con rimpianto il tempo in cui i “Fiumi erano come il Mare”.
La visione delle immagini non può che fare riflettere sull’importanza della preservazione dall’inquinamento delle acque dei fiumi, 
per salvaguardare la salute dell’ambiente 
e di quanti (e sono molti!) vorrebbero tornare 
a tuffarsi nelle acque fresche e pulite del Po 
e di tutti gli altri fiumi del Belpaese. 
Le fotografie esposte ritraggono i fiumi Po e Oglio nelle località di Arena Po, Piacenza, Cremona, 
Sissa, Polesine Parmense, Casalmaggiore, Coenzo, Brescello, Boretto, Viadana, Guastalla, Luzzara, Suzzara, Dosolo, S. Matteo delle Chiaviche, Bozzolo, Gazzuolo, Quingentole, Pieve di Coriano, Revere, Ostiglia, Sermide, Felonica, Berra.

QUANDO I FIUMI 
ERANO COME IL MARE
14/23 maggio 2011
Casalmaggiore (Cremona)
Auditorium Santa Croce
Via Azzo Porzio, 5 (nelle adiacenze di Piazza Garibaldi)
Info: 0375/43683

La mostra, organizzata dalla cooperativa Charta, è stata allestita grazie alla collaborazione di Comuni, Biblioteche, Pro Loco, 
Circoli culturali e ricreativi, Archivi fotografici (pubblici e privati) posti lungo l’asta del Po e dei suoi affluenti.



sabato 7 maggio 2011

E adesso: MUSICA!




Un breve contributo filmato, a ricordo dell'indimenticabile serata di venerdì 29 aprile 2011 con: L'Argine in compagnia.
 

Bonariamente provocato da Daniele Daolio, presidente dell'associazione L'Argine Maestro, "Scheggia" (al secolo Giuseppe Becchi)
non è riuscito a resistere e...
 

estratta dalla tasca la sua inseparabile armonica, come in mille altre passate occasioni, ha intonato “Una paloma” ed  entusiasmato il gran numero 
di amici intervenuti all'incontro.
 

E... la tradizione continua.

mercoledì 4 maggio 2011

L'Argine Maestro, pagine di congiunzione fra presente e passato



Lo scorso venerdì sera, L'Argine Maestro 
ha presentato nel Palazzo Ducale di Guastalla 
la sua rivista. Un momento di condivisione 
per presentare un bel volume che rende concreto e fruibile a tutti il lavoro di ricerca, scoperta 
e conservazione di luoghi, gusti e saperi 
che caratterizzano la cultura della Bassa. 
A questo l’Associazione da sempre affianca 
la raccolta di ricordi, biografie, incontri 
e "bravate" di personaggi che incarnano lo spirito 
di un territorio sanguigno e della sua gente. L’incontro è stato uno spontaneo collage 
di memorie, musiche, canzoni improvvisate 
lì per lì e storie raccontate un pò in italiano 
e un pò in dialetto. Vicende personali 
che si sono fatte memoria collettiva, 
nel racconto di un passato in cui affondano 
le nostre radici. Sono racconti che di solito 
si condividono con la famiglia e gli amici stretti, 
un ricordare insieme che si è allargato spontaneamente coinvolgendo una comunità più ampia proprio come si era soliti fare nelle stalle 
e sulle aie durante i “filòs”, in un avvicinamento 
fra presente e passato.

Elisa Battini

lunedì 2 maggio 2011

Il tricolore in bianco e nero











VERDEBIANCOROSSO
una fotografia dell'Italia in bianco e nero
























Sala del '700_ PALAZZO DUCALE Guastalla (RE)
Sabato 7 maggio 2011 ore 17.00 INAUGURAZIONE











 

venerdì 29 aprile 2011

L'ARGINE MAESTRO, testimone dell'apparente immobilità della Bassa



L'Argine Maestro si è fatto pagina stampata per raccontare di una terra speciale attraversata dal corso del Po e intrisa dei suoi umori contrastanti 
e imprevedibili. Gli stessi che in qualche modo plasmano il carattere della sua gente: generosa 
e sanguigna. Per saperne di più, l'appuntamento 
è per questa sera a Guastalla...

L'Argine in compagnia

Serata di presentazione con storie e suggestioni

 
GUASTALLA
  Sala del Camino PALAZZO DUCALE 
ore 21.00

Non mancate!


 

giovedì 28 aprile 2011

Parziale RIAPERTURA del Santuario



Visibili sulla volta, i segni della rimozione degli stucchi.


















Dopo 70 lunghissimi giorni, la pur parziale riapertura del Santuario della Beata Vergine della Porta è indubbiamente la più bella sorpresa di questa Pasqua. 
La caduta di alcuni elementi decorativi prima, 
e il grave responso dei tecnici intervenuti 
nel sopralluogo (dei giorni tra il 9 e 19 febbraio scorso) resosi necessario per verificare esattamente la situazione degli stucchi secenteschi dopo, di fatto hanno dettato l'inagibilità a tempo indeterminato della bellissima chiesa guastallese. 
Al momento è stata praticata una soluzione in grado di tenere parzialmente aperto il Santuario al fine di utilizzare la cappella feriale 
per le messe (con accesso da via Cavour), la possibilità di accostarsi alla confessione e poter continuare a venerare l'immagine della Madonna della Porta in tutta sicurezza. 


I lavori di allestimento dell'area protetta destinata ai fedeli.



















Per l'agibilità completa sarà necessario proseguire nelle indagini per far luce sulle ragioni che hanno portato alla situazione attuale, prima 
di intraprendere il lungo e oneroso programma 
di ristrutturazione.

Uno degli oltre duecento pezzi rimossi.






















Solo quando ci sarà sicurezza, 
si potrà far rientro al Santuario.

Dalla ricognizione effettuata nel mese di febbraio, il professor Augusto Giuffredi docente delle Accademie di Milano e di Napoli, insieme al professor Gianni Gazzotti docente all'Università di Venezia, dopo aver osservato e battuto singolarmente tutti gli stucchi con appositi strumenti in legno, hanno redatto la relazione tecnica sulla grave situazione in cui versa 
il Santuario:

«Il ricco apparato decorativo che connota l'interno del Santuario è opera di diverse maestranze. Se si eccettuano gli splendidi stucchi delle due ancone del transetto e del baldacchino dell'Altare Maggiore, nonché le ancone delle navate minori, la maggior parte degli stucchi presenti fanno parte di un unico impianto decorativo che ha visto l'alternarsi di due squadre di stuccatori, una per le modanature (cornicioni 

e decori seriali) ed un'altra per gli elementi figurativi realizzati in opera. Negli stucchi 
più antichi (altare maggiore e le ancone 
del transetto) non sono stati riscontrati danni 
tali da destare preoccupazione. Gli stucchi più recenti però manifestano una situazione statica allarmante anche in ragione di una tecnica esecutiva approssimativa. La volta e le pareti, intonacate con malta fine, sono stati dipinti 
a calce e su questa si sono posizionati gli stucchi. Questi non sono realizzati in opera ma fabbricati a banco tramite colaggio in stampi senza inserire all'interno appropriate armature. Il montaggio 
dei pezzi è stato effettuato impiegando 
la scagliola come fissante, ma senza preparare adeguatamente il fondo


Uno dei decori smontati, numerati e conservati in casse.


«La situazione di pericolo era tale che 
non potevamo esimerci dal rimuovere quanto era in procinto di cadere, i pezzi smontati sono stati numerati e conservati in casse. Al momento della verifica all'interno della cupola la situazione 
era talmente compromessa e gli stacchi 
di proporzioni tali da rendere pericolosa persino la rimozione. Quindi i lavori sono stati sospesi 
in attesa di decisioni in merito.»

«
Sostare all'interno della chiesa è pericoloso, soprattutto nell'area della cupola. 
Possono essere sufficienti anche minime variazioni di temperatura per influire sul quadro fessurativo importante presente nell'edificio 
con conseguenti crolli di stucchi non facilmente prevedibili. Aver tolto, quanto minacciava 
di cadere, non risolve la situazione.»