martedì 12 giugno 2012
Gli esperti incontrano i cittadini per parlare di terremoti
L’Amministrazione Comunale di Luzzara organizza una serata di informazione e prevenzione per affrontare la situazione presente e imparare a convivere con il rischio sismico che, nella nostra zona, credevamo non esistere.
Alle ore 21.00 di giovedì 14 giugno a Luzzara, incontro pubblico per parlare di terremoti.
Il sindaco Andrea Costa e un gruppo di esperti, tra cui geologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, architetti, ingegneri e psicologi, incontreranno i cittadini presso l'Area Feste di via Panagulis.
Sarà presente durante la serata anche un responsabile della Protezione Civile Provinciale.
da: www.centrofamiglie.eu
sabato 9 giugno 2012
Sbriciolata dal terremoto l'identità della Bassa
![]() |
| Guastalla: Franton muto testimone del cedimento di casa Nobili |
Già pubblicato da Avvenire,
di seguito riproponiamo l'articolo
Rimasti senza storia a firma dell'amico Giuseppe Pederiali che ben "fotografa" l'attuale condizione delle nostre terre basse e sintetizza
lo stato d'animo della gente che ci vive...
provata, ma pronta a non risparmiarsi
per ricostruire il proprio futuro.
![]() |
| Guastalla: vistose lesioni all'ex Chiesa di San Francesco |
Rimasti senza storia
Ci
stiamo accorgendo di quanto sono preziose le pagine di storia che fino a
ieri sfogliavamo quasi con indifferenza, abituati ad averle davanti, ma
senza lo stimolo di andare a leggerle, rivisitarle. Pagine polverose,
con evidenti i segni lasciati dal tempo, ancora belle perché scritte in
epoche che, seppure terribili (e quando mai la storia degli uomini non è
stata terribile?), sapevano perlomeno distinguere il bello dal brutto.
Adesso che il terremoto ha strappato dal libro della Bassa molte di
queste pagine, ci accorgiamo di quanto belle e preziose fossero, e
utili, se non altro per riconoscerci. Arrivavo da Modena a Finale Emilia
e il primo impatto, una sorta di copertina del suddetto libro, ce
l’avevo in Largo Cavallotti,
un tempo Bacino della Chiusa, ovvero il
porto fluviale. Sino alla fine dell’Ottocento: la chiesa di Nostra
Signora della Chiusa, a sinistra la Torre dei Modenesi (quella
dell’orologio diventato famoso per aver voluto, prima di crollare,
mostrarsi spaccato in due, senza lancette, a palla ferma),
a destra,
laggiù, il Castello Estense con la torre Marchesana e il Mastio
dominante. Scomparsi da molti anni il Bacino della Chiusa e la Chiesa di
Nostra Signora (al loro posto: la strada asfaltata con aiuola centrale e
una casa d’abitazione con negozio), mi restavano comunque la Torre dei
Modenesi e il Castello. Ieri. Oggi guardo un cielo senza torri e
campanili, perciò senza storia, senza religione, senza identità. Non un
monumento antico di Finale Emilia, di Mirandola e degli altri paesi
della Bassa si è salvato dal terremoto che sembra aver mirato proprio
alla storia antica, quasi con l’intenzione di cancellarla, ridurci,
anche fisicamente, al villaggio globale che già rischiavamo. L’indomani
della prima grande scossa, a metà via Trento e Trieste, transennata
dalla protezione civile, la troupe di una televisione nazionale ha
piazzato una postazione fissa con la telecamera puntata sulla Torre
Marchesana del Castello Estense (gioiello degli architetti Bartolino da
Novara e Giovanni da Siena), già per metà crollato. I bravi operatori
tv, un poco artiglieri e un poco sciacalli al servizio dello spettacolo,
aspettavano solo che della Torre Marchesana ne crollasse un altro
pezzo.
La seconda grossa scossa del terremoto (forse sponsorizzato da
qualche rete tv) è arrivata puntuale, di giorno, con la luce giusta, una
bella nuvola di mattoni, coppi e polvere, perfino con
il sonoro di un
sommesso boato e le grida della gente. Ecco, questo della Bassa emiliana
è stato il terremoto in diretta, con una attenta regia della natura.
Scarso il contributo di attori, generici e comparse. La gente emiliana
non fa scene, non piange, non strilla. Si arrabbia se nessuno dà una
mano, si offende se qualcuno la pietisce, si arrotola le maniche e
comincia a lavorare, con orgoglio e buona volontà (fin troppo presto: ma
chi poteva prevedere che invece delle normali piccole scosse di
assestamento sarebbe arrivato un secondo terremoto?). Facce asciutte. I
pochi che strillavano e piangevano erano marocchini o indiani. Più che
giustificati, naturalmente, ma a ciascuno il suo. La televisione ha
parlato di Emilia-Romagna. Questa è Emilia (la Romagna è un’altra roba),
con un pezzetto dell’Oltrepo lombardo. Precisamente la Bassa. Regione
non segnata sulle carte. Geograficamente la sponda destra del Po, giù
fin verso le città che furono le piccole splendide capitali del
Rinascimento: Ferrara, Mirandola, Correggio, Modena, Carpi, Reggio,
Parma. Il terremoto ha colpito soprattutto la Bassa ferrarese e
modenese. Ma più che dalla geografia, si capisce la Bassa dalla
letteratura: è la terra raccontata da Cesare Zavattini, da Giovannino
Guareschi (a proposito, anche la chiesa di Brescello, quella di Don
Camillo, è stata danneggiata), da Antonio Delfini. Specialmente
campagna, ma anche fabbriche. L’ha descritta bene Delfini: «Da poco era
entrato in quella parte della pianura, chiamata la Bassa, la cui
vegetazione rigogliosa, coi campi simmetricamente divisi da lunghi
filari di alberi vitati, e di tanto in tanto cosparsi di pioppe
cipressine, dà l’idea di un’enorme infinita città signorile, mai apparsa
e mai distrutta, la cui fondazione venne rimandata migliaia di anni fa a
epoca migliore a tempi più felici». Riguardo gli uomini (e le donne)
cito il mio L’Osteria della Fola: «In quella contrada sontuosa e
terragna che tradizionalmente è detta la Bassa, vive una stirpe di
uomini che sa tenere i piedi bene dentro la propria terra e la testa tra
le nuvole, magari fino a sfiorare la luna». Gente abituata a farsi
rispettare, ad accogliere e aiutare gli altri, con generosità. Che non
vuole elemosine, e che non vuole essere dimenticata.
Giuseppe Pederiali
![]() | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Guastalla: verifiche al campanile dell'ex Chiesa di San Carlo |
LA NONNA SOTTO IL FICO
La magistrale penna di un medico che ritrae la sua gente e gli scenari padani... dove si cena al calare del sole.
Oggi, 9 giugno 2012 alle ore 18,30
a Mantova, presso il Lungolago Gonzaga
presentazione del libro di Gilberto Furlani
LA NONNA SOTTO IL FICO
Nelle atmosfere padane narrate da Gilberto Furlani, dove si recita il rosario nella stalla e si fa l’amore nel fienile, si muovono sentimenti oggi sconosciuti. Odi e amori degni di questo nome che attraversano vite intere. Storie che sorprendono e inteneriscono, che indignano e affascinano.
Che fanno trepidare come la baraonda che nasce attorno al pozzo dove si teme sia caduta la nonna.
O che commuovono nel profondo, come il vecchio che nel cuore della notte brinda alla morte che sta arrivando.
Ci sono temporali estivi con tuoni, fulmini e goccioloni grandi come monete.
E inverni con freddi tremendi e gambe di neve.
I tratti ruvidi della vita di campagna, di gente che parla poco e non è mai stata da nessuna parte, ma che conosce i segreti della terra e forse della vita.
Gilberto Furlani
LA NONNA SOTTO IL FICO
LA NONNA SOTTO IL FICO
MIRAVIGLIAeditore
ISBN 978-88-89993-21-7
ISBN 978-88-89993-21-7
€ 16,00
venerdì 25 maggio 2012
La Cattedrale, nel terzo Millennio
![]() |
| Foto: Carlo Vannini |
Cattedrale di S. Maria Assunta
Reggio Emilia
Sabato 26 maggio 2012 ore 9.30
Artisti per la liturgia
Conversazioni sull’adeguamento liturgico
____________________________________________
L’arte contemporanea
al servizio del mistero celebrato
L’adeguamento liturgico della Cattedrale di Reggio Emilia non è stato
solo un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso che ha messo al
centro il dialogo, l’incontro tra la fede cristiana e il “respiro”
dell’uomo d’oggi; l’arte, rappresentata dai diversi artisti che qui
hanno lavorato, sta proprio ad indicare l’anelito verso il
soprannaturale. L’esperienza della nostra città attesta la
collaborazione tra committenza ecclesiastica e arte per la Liturgia,
dopo anni di incomprensioni. Paolo VI, a chiusura del Concilio, a
proposito del rapporto tra Chiesa e artisti aveva scritto: ”Da lungo
tempo la Chiesa ha fatto alleanza con Voi” e aveva chiesto agli artisti
di non far mancare l’apporto per “rendere comprensibile l’invisibile”.
In tale direzione sono andati Giovanni Paolo II nella “Lettera agli
artisti” e Benedetto XVI in occasione dei recenti incontri con gli
operatori del mondo della cultura. L’attuale Pontefice, il 21 novembre
2009, incontrando gli artisti nella Cappella Sistina ha detto: “Una
funzione essenziale della vera bellezza (…) consiste nel comunicare
all’uomo una salutare “scossa”, che lo fa uscire da se stesso, lo
strappa alla rassegnazione, all’accomodamento del quotidiano, lo fa
anche soffrire, come un dardo che lo ferisce, ma proprio in questo modo
lo “risveglia” aprendogli nuovamente gli occhi del cuore e della mente,
mettendogli le ali, sospingendolo verso l’alto”. Gli artisti chiamati a
lavorare per la Cattedrale sono stati individuati per una riconosciuta
poetica fatta di riflessione e silenzi; questo è il primo sentire che si
ha entrando in Cattedrale; anche chi non frequenta i luoghi di culto
cristiani, coglie ora l’invito alla ricerca che viene dai nuovi assetti e
dalle opere. In occasione del restauro del Duomo, si è scelto di
ridisegnare la geografia dei cosiddetti “poli liturgici”; la cattedra,
ove il Vescovo esercita il suo magistero, è in navata e non è più un
trono. L’ambone è stato trasformato da pulpito in luogo della
proclamazione della Parola con, a fianco, il candelabro pasquale.
L’essenziale altare-mensa, sopraelevato nel presbiterio, evoca il
sacrificio di Cristo. L’assemblea, convocata e collocata intorno al
Vescovo, si incontra nella liturgia; i presenti, tolti parzialmente i
banchi, ascoltano da vicino la Parola proclamata, nella “continua
ricerca dei beni del cielo”; il tutto contribuisce a “fare eucarestia”
nell’oggi, cioè rendere presente la vittoria di Cristo sulla morte,
elemento centrale della vita della Chiesa Cattolica.
Mons. Tiziano Ghirelli
Mons. Tiziano Ghirelli
direttore Ufficio Beni Culturali
Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla
Sabato 26 maggio 2012 Ore 15.00
Presentazione delle Opere
con la partecipazione di:
S.E. Mons. Adriano Caprioli
Mons. Tiziano Ghirelli
Mons. Giuseppe Busani
Don Giuliano Zanchi
Rachele Ferrario
Sandro Parmiggiani
e alla presenza degli artisti:
Jannis Kounellis
Hidetoshi Nagasawa
Claudio Parmiggiani
Ettore Spalletti
Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici
Info: centralino Curia 0522 432654
sabato 19 maggio 2012
Il Lido Po di Guastalla in una straordinaria raccolta di cartoline fotografiche d'altri tempi
![]() | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Lido Po, 1930. Le spiagge di Guastalla e Correggioverde (MN) affollate di bagnanti. |
... il Lido Po di Guastalla è il mare dei poveri recitava un
detto popolare in auge fino agli anni Sessanta del secolo scorso, e a
giudicare dalla grande quantità di fotografie, cartoline e immagini che
lo ritraggono - sempre contornato di gente, tanta gente, che trovava
svago in quel luogo - beh, dev'essere proprio così.
Antonio Setti, guastallese doc e uomo della Bassa in via d'estinzione, ha collezionato negli anni una serie infinita di immagini che raccontano il rapporto tra questa piccola capitale del Po e il suo fiume; immagini che raccontano una storia incredibile, vista con gli occhi del contemporaneo: tempi in cui le rive del Po si affollavano di bagnanti, tempi di gare sportive, di feste e balli nel grande chalet, di refrigerio estivo nelle golene alberate, di bambini e colonie elioterapiche sugli "spiaggioni", di braccianti e barcaioli. Tempi, insomma, in cui il fiume era parte integrante di una cittadina e di una comunità, e come tale veniva vissuto fino in fondo dai suoi abitanti. E non solo da essi, se è vero che nel giorno di ferragosto del 1935 furono oltre 23.000 i turisti che arrivarono al Lido in corriera, dalla stazione di Guastalla.
Oggi il fiume è malato, non più balneabile, e questo ha comportato il graduale allontanamento della presenza umana, sempre più rarefatta e non sempre benevola nei confronti del gigante d'acqua.
In queste fotografie, bellissime e preziose, c'è quindi la consapevolezza di un passato che probabilmente non tornerà ma anche il rimpianto per qualcosa che si è perso. E, sottovoce, una speranza...
Antonio Setti, guastallese doc e uomo della Bassa in via d'estinzione, ha collezionato negli anni una serie infinita di immagini che raccontano il rapporto tra questa piccola capitale del Po e il suo fiume; immagini che raccontano una storia incredibile, vista con gli occhi del contemporaneo: tempi in cui le rive del Po si affollavano di bagnanti, tempi di gare sportive, di feste e balli nel grande chalet, di refrigerio estivo nelle golene alberate, di bambini e colonie elioterapiche sugli "spiaggioni", di braccianti e barcaioli. Tempi, insomma, in cui il fiume era parte integrante di una cittadina e di una comunità, e come tale veniva vissuto fino in fondo dai suoi abitanti. E non solo da essi, se è vero che nel giorno di ferragosto del 1935 furono oltre 23.000 i turisti che arrivarono al Lido in corriera, dalla stazione di Guastalla.
Oggi il fiume è malato, non più balneabile, e questo ha comportato il graduale allontanamento della presenza umana, sempre più rarefatta e non sempre benevola nei confronti del gigante d'acqua.
In queste fotografie, bellissime e preziose, c'è quindi la consapevolezza di un passato che probabilmente non tornerà ma anche il rimpianto per qualcosa che si è perso. E, sottovoce, una speranza...
![]() | |
| Lido Po, 1928. Sulla bianca spiaggia di Po, in compagnia per un "bagno" di sole. |
.
Guastalla, sabato 19 maggio 2012
Circolo Sociale 1°Maggio, ore 16.30
Oggi pomeriggio, al civico 2 di via Giuseppe Di Vittorio, presentazione dell'album fotografico "Guastalla, immagini del Lido Po" curato dal guastallese Antonio Setti in collaborazione con Edgardo Azzi.
Interverranno:
Davide Papotti
Dipartimento di Scienze della Formazione e del Territorio dell'Università di Parma
Giorgio Triani
docente di Sociologia delle comunicazioni di massa all'Universita' di Verona
Immagini del Lido Po
dal 1900 al 1970
a cura di Antonio Setti
Editoriale Sometti
ISBN: 978-88-7495-433-9
a cura di Antonio Setti
Editoriale Sometti
ISBN: 978-88-7495-433-9
Etichette:
Antonio Setti,
Bassa Mantovana,
Bassa Reggiana,
Correggioverde,
Davide Papotti,
Edgardo Azzi,
Fotografie,
Giorgio Triani,
Guastalla,
Libri,
Lido Po di Guastalla,
Po
martedì 8 maggio 2012
Tra testimonianze visive e sonore: È FESTA IN BONIFICA!
"Secoli e secoli di sudore per disegnare il Po attuale e il panorama attraverso il quale scorre"
Accadrà di tutto a Boretto sabato 13 maggio, nell'ambito delle iniziative che nel fine settimana animeranno l'evento VIVI LA BONIFICA.
Alle ore 21.00 al civico 5 di via Argine Cisa
(ovvero: nel tratto racchiuso tra la Chiavica e la Controchiavica)
La Storia dal Vivo
Testimonianze filmate negli anni '20
del Novecento, per rivedere l'attività e rendersi conto della fatica degli scariolanti impegnati
nella
costruzione del Canale Derivatore
e dell'impianto di Boretto.
A seguire:
Parole in Blues
Sempre sull’argine del canale di Bonifica, illuminato da affascinanti luci galleggianti sull'acqua, prenderanno corpo le storie delle nostre campagne e i ricordi dei nostri vecchi...
A raccontarle: Graziella Ferraccù e Mauro Bertozzi sulla colonna sonora LIVE eseguita
da Andrea Ascolini al sax e Ovidio Bigi al piano
con il supporto della meravigliosa voce solista
di Sandra Mongiovì.
INGRESSO GRATUITO
Immagine di apertura tratta da: PADANIA
Calderini - Bologna - ristampa 1981
sabato 5 maggio 2012
Una domenica alla scoperta di acque e antiche testimonianze...
Fra tutte le preziosità della Bassa Reggiana, una delle poche davvero
determinanti per la ricchezza o la povertà del territorio è l'acqua.Il 12 e 13 maggio a Boretto, questo essenziale elemento di vita sarà al centro della festa dedicata alla Bonifica.
Il Consorzio ha coinvolto diverse "energie"
del territorio per la valorizzazione
e la conoscenza delle risorse idriche, con attività anche per le famiglie (vedi programma).
Domenica 13 Maggio gli impianti di Boretto
e del Torrione di Gualtieri, gestiti dal
Consorzio di Bonifica Dell'Emilia Centrale,
saranno eccezionalmente aperti al pubblico.
Noi de L'Argine Maestro, con gli amici de
La BiciBassa, organizziamo per l'occasione
un itinerario ciclistico alla scoperta delle acque,
del territorio e dei suoi cambiamenti nei secoli,
con soste nei luoghi più significativi dove esistono ancora i segni di questo passaggio...
ATTENZIONE, non è solo un giro in bicicletta!
Iscriviti a:
Post (Atom)










